Oltre i tabù del pavimento pelvico: il potere dell'empowerment nella cura di sé

June 16, 2026 00:15:41
Oltre i tabù del pavimento pelvico: il potere dell'empowerment nella cura di sé
PhD On Air! Neuroscienze in Ricerca
Oltre i tabù del pavimento pelvico: il potere dell'empowerment nella cura di sé

Jun 16 2026 | 00:15:41

/

Show Notes

In questo nuovo episodio di PhD On Air, affrontiamo un tema fondamentale ma spesso lasciato ai margini del dibattito pubblico: il rapporto tra pavimento pelvico, sessualità e qualità della vita. Insieme a Benedetto Giardulli, fisioterapista e dottorando in neuroscienze, scopriremo perché questa parte del nostro corpo non debba mai essere data per scontata. 

Il cuore della conversazione ruota attorno al superamento dei tabù e della vergogna che ancora oggi circondano le disfunzioni pelviche, portando molte persone a considerare "normale" ciò che in realtà è un sintomo trattabile. Benedetto ci illustra il suo approccio basato sull’empowerment del paziente: una visione della cura che abbandona il modello paternalistico per rendere la persona protagonista attiva del proprio percorso riabilitativo. 

Esploreremo inoltre le frontiere della sua ricerca, che mira a rendere la fisioterapia sempre più rispettosa e meno invasiva. Grazie all'uso di tecnologie innovative, come i dispositivi pressori con feedback visivo, è oggi possibile allenare i muscoli del pavimento pelvico senza la necessità di interventi endocavitari, riducendo l'imbarazzo e migliorando l'esperienza terapeutica. Un viaggio necessario per rimettere al centro la dignità e il benessere della persona in ogni sua fase vitale. 

 

Benedetto Giardulli è fisioterapista e ricercatore specializzato in riabilitazione del pavimento pelvico. Attualmente ricopre il ruolo di ricercato presso il Dipartimento di Neuroscienze, Riabilitazione, Oftalmologia, Genetica e Scienze Materno Infantili (DiNOGMI) dell’Università di Genova e collabora a livello internazionale come Ricercatore Onorario presso la University of Salford, Regno Unito. Dottore di Ricerca presso il DINOGMI nel percorso di Scienze delle Attività Motorie e Sportive. 

 

Gianmichele Villano è medico e dottorando di Scienze Pediatriche, nonché rappresentante dei dottorandi presso il DINOGMI. 

 

La grafica è curata da Guzio 

https://www.behance.net/guzio / https://www.instagram.com/inglorious_guzio/ 

 

Per ogni informazione sul Podcast potete scrivere a: [email protected] 

View Full Transcript

Episode Transcript

[00:00:00] Speaker A: tutti noi abbiamo un pavimento pelvico, non dovrebbe essere dato per scontato. [00:00:14] Speaker B: Benvenuti a PhD on Air, io sono Gianmichele Villano, medico e dottorando di Nogmi e oggi affrontiamo un tema tanto importante quanto spesso lasciato ai margini, il rapporto tra il pavimento pelvico, sessualità, qualità di vita e autonomia della persona. Lo facciamo con Benedetto Giardulli, fisioterapista e ricercatore ma anche dottorato in neuroscienze. Ciao Benedetto. [00:00:40] Speaker A: Ciao Gianmichele. [00:00:40] Speaker B: Senti tu sei un fisioterapista, un ricercatore, hai questo dottorato in neuroscienze e in effetti il nostro dipartimento copre tantissimi ambiti come anche quello della riabilitazione muscolare che però in realtà non è solo il tuo ambito, cioè dimmi di cosa ti occupi veramente. [00:01:00] Speaker A: Allora, mi occupo di riabilitazione del pavimento pelvico, quindi il mio obiettivo è quello di migliorare sintomi come quelli urinari, fecali o le disfunzioni sessuali attraverso principalmente o manovre manuali oppure tramite l'esercizio terapeutico e quindi strumenti che permettono l'allenamento dei muscoli del pavimento pelvico. [00:01:21] Speaker B: Diciamo che osservando un po' il tuo approccio e le tue ricerche di cui parleremo dopo, mi sembra chiaro che adesso non si può più parlare solo di funzione o di biomeccanica. [00:01:32] Speaker A: Allora, si può parlare di funzione ma meno di biomeccanica. La biomeccanica è sicuramente un requisito indispensabile nel background infisoterapista, fondamentale per interpretare anche la fisiologia e la patofisiologia. Ma la biomeccanica è intesa come postura non più, perché in un'ottica di dati scientifici, di ricerche più recenti, la postura non è più sufficiente per giustificare la patogenesi di alcune disfunzioni e patologie, nonché per giustificare il dolore o la presenza del dolore in varie condizioni. Quindi il mio obiettivo è studiare la funzione dei muscoli in relazione a funzioni organiche come la continenza urinaria, la continenza fecale o disfunzioni sessuali maschili e femminili come potrebbe essere la dispaurenia, quindi il dolore durante la penetrazione per la donna o la disfunzione rettile per l'uomo. [00:02:25] Speaker B: Senti quando parliamo di tutti questi argomenti partiamo dal pavimento pelvico C'è secondo te un errore che noi facciamo sia come sistema sanitario ma anche come immaginario collettivo riguardo al pavimento pelvico? [00:02:41] Speaker A: Come sistema sanitario penso che il problema sia darlo per scontato o non affrontarlo durante le visite cliniche. Come immaginario collettivo credo che il problema principale sia interpretare i sintomi del pavimento pelvico come un qualcosa di normale, cioè spostare un po' quella che è la responsabilità di risoluzione del problema al di fuori di sé e quindi faccio riferimento alle donne che magari ipotizzano o pensano che l'incontinenza urinaria post parto sia normale o magari l'incontinenza legata all'invecchiare o o magari incontinenza o disfunzioni sessuali durante la menopausa, l'interpretazione appunto popolare di un qualcosa che sia normale e quindi in realtà fa parte della vita o di quella fase della vita. [00:03:25] Speaker B: Pensando anche a tutti questi tipi di problematiche mi verrebbe da dirti che comunque c'è un forte peso anche di vergogna, di tabù, c'è una difficoltà a chiedere aiuto? [00:03:36] Speaker A: Assolutamente sì, in particolare soprattutto per la popolazione di tipo maschile, quindi per gli uomini, è ancora più difficile provare a chiedere aiuto per disfunzione del pavimento pelvico o per sintomi del pavimento pelvico e purtroppo ancora oggi esiste questa forma di tabù, anche se poco alla volta si sta sdoganando, ma ancora si fa fatica a chiedere aiuto perché purtroppo vivere con un sintomo del pavimento pelvico come l'incontinenza urinaria ti porta a subire o a vivere determinati pesi da un punto di vista psicologico come ad esempio pensare che l'urina possa quindi determinare una puzza o un male odore e non uscire più di casa per questo e quindi può avere un'influenza anche sull'aspetto sociale della persona. [00:04:20] Speaker B: Certo, quindi il punto non è solo curare meglio, ma anche fare in modo che le persone possono riconoscere il problema, sentirsi legittimate a parlarne. [00:04:31] Speaker A: Assolutamente, sì. L'idea è appunto cercare di facilitare come le persone possono arrivare a chiedere aiuto per questo tipo di problemi. e fare in modo che non si risolva soltanto con la risoluzione del sintomo, perché purtroppo esistono condizioni in cui questo non può essere sempre possibile e l'obiettivo dovrebbe essere quello di dare gli strumenti alle persone, ai pazienti, affinché possano gestire in autonomia la propria condizione e i propri sintomi. [00:04:58] Speaker B: Penso che è proprio qui che in realtà la tua ricerca diventa particolarmente interessante perché tu non ti limiti, diciamo, a descrivere un problema, ma provi proprio a cambiare il modo in cui affrontiamo questo problema. Ci parli un po' delle tue linee di ricerca? [00:05:13] Speaker A: Allora le mie linee di ricerca sono di provare a studiare come migliorare l'esperienza di fare la validazione del pavimento pelvico e di esplorare anche la sfera sessuale in toto in popolazioni non direttamente legate a una disfunzione sessuale come malattie reumatiche e muscoloscheletriche. Il mio obiettivo è dunque quello di cercare di capire come migliorare i risultati finali e come fare finché le persone non provino imbarazzo durante la fisioterapia pelvica. [00:05:45] Speaker B: Mi sono molto stupito sinceramente perché questa idea che la ricerca comunque non deve solo produrre cure ma anche creare degli strumenti di orientamento per il paziente è un'idea molto affascinante, rende anche molto più umana la ricerca. [00:06:01] Speaker A: In realtà questo che in un gergo inglese europeo avrebbe chiamato Patient Public Involvement è qualcosa che potremmo dire che ad oggi è quasi obbligatorio lì fuori dell'Italia. Molti studi nascono con la partecipazione dei pazienti affinché la ricerca e i dati siano non solo per i pazienti ma con i pazienti. quindi un risultato che nasce con loro per loro e quindi mi ha fatto piacere anche durante i miei studi coinvolgere vari pazienti sia nella fase di progettazione dello studio, sia nella fase di analisi, sia nella fase di disseminazione dei risultati e quindi sono diventati tutti gli effetti degli autori dei lavori che ho svolto perché mi hanno aiutato anche a rendere il lavoro più rilevante. [00:06:42] Speaker B: Questa è una cosa bellissima E un altro punto che caratterizza il tuo approccio, ovviamente, è anche l'approccio interprofessionale. [00:06:54] Speaker A: Certo, direi che ad oggi in realtà è indispensabile perché, come detto prima, oggi dobbiamo prenderci cura delle persone, quindi dei pazienti e delle pazienti. e per farlo non possiamo immaginare di essere gli unici attori rispetto a questa presa di cura. Dobbiamo lavorare in maniera interprofessionale e a me piace tanto questo termine perché presuppone un ponte tra le professioni e allontanarci dall'idea di un mondo multidisciplinare dove in realtà ogni professionista lavora nel piccolo proprio spazio. Inter mi piace perché significa collaborare insieme, avere comunicazione tra noi per un bene che è legato chiaramente alla salute dei pazienti. [00:07:33] Speaker B: Certo, in realtà tornando proprio alla salute dei pazienti, ci approfondisci questo termine che è l'empowerment di cui abbiamo discusso e ci parlavi che trovo che sia veramente affascinante. [00:07:48] Speaker A: Allora, empowerment in effetti è molto difficile da tradurre in italiano. Potrebbe essere tradotto come responsabilizzazione. È in realtà un concetto che anche storicamente è legato a un spostamento dell'equilibrio dei poteri verso una categoria, potremmo dire, minoritaria con meno poteri. per esempio storicamente è nato per la lotta delle popolazioni nere o anche per le lotte femministe o ancora per le comunità LGBT che lottano e quindi vogliono un processo di empowerment per acquistare dei diritti nella società. Ad oggi viene utilizzato nel settore sanitario per intendere come lo spostamento dei poteri all'interno delle relazioni terapeutiche possa garantire un'autodeterminazione da parte del paziente. e quindi lottare contro quello che è un po' una relazione paternalistica, ovvero non è più il professionista sanitario che ti dice cosa è meglio per te e non ti dà degli ordini. Si cerca di costruire un qualcosa che sia personalizzato e concordato e quindi fare anche in modo che il paziente abbia un ruolo attivo nel processo terapeutico. [00:08:56] Speaker B: Io sposo perfettamente questo approccio e mi verrebbe da chiederti riguardo un framework che ho letto recentemente, che hai proposto, diciamo in un paper dove provi a mettere un po' ordine nella letteratura riguardo la salute sessuale nelle malattie reumatiche e muscolo scheletrico. Raccontami perché hai sentito il bisogno di farlo e cosa possiamo comprendere dall'analisi sotto questo punto di vista del tema. [00:09:27] Speaker A: Allora lo studio è nato perché avevo un interesse proprio nel cercare di capire in che modo le disfunzioni, i disordini aromatici o muscoloscheletrici, come banalmente un mal di schiena lombare persistente, possono influenzare ad avere un effetto sulla salute sessuale in toto della persona e qui ho utilizzato un framework che identifica quattro pilastri della salute sessuale pubblica. Parliamo di salute sessuale in senso stretto dove si fa riferimento alla funzione, quindi meramente andare ad esplorare la componente biologica. Quindi se c'è effettivamente una disfunzione, se si riporta un dolore alla penetrazione, se c'è un problema orgasmatico. Poi c'è il secondo pilastro che è quello del piacere sessuale. Quindi entriamo adesso in un'ottica più performativa, cioè sto chiedendo o sto esplorando nella persona quante volte magari riesce ad avere un rapporto sessuale, se c'è una soddisfazione del rapporto sessuale, le interazioni del rapporto sessuale, nel senso che potrebbe essere svolto magari in un contesto, come dire, domiciliare oppure potrebbe essere svolto fuori, al di fuori di quello che è il proprio domicilio, quindi ha a che fare con gli aspetti collaterali dell'atto sessuale in sé. Poi abbiamo il terzo pilastro che è il sexual well-being, quindi il benessere sessuale, che è legato a una questione psicologica, quindi in effetti lì Stiamo cercando di capire come la persona vive la propria anche identità sessuale, come riesce a vedere la propria immagine di sé come persona sessualizzata. E infine il quarto pilastro è quello che è legato con la società, il sexual justice. Quindi stiamo cercando di capire in che modo la società, magari con stigma, con atti discriminatori, può andare a vedere la persona che magari potrebbe avere una artite reumatoide o magari potrebbe avere una forma anche di psoriasi e quindi capire come in quel modo la società, vedendo questi sintomi, va poi a toccare quella che è la propria sfera sessuale. Nonché poi cercare di capire, sempre nel sector justice, come il sistema sanitario cerca di prendersi cura attraverso i propri servizi delle persone che vogliono portare al centro del servizio sanitario un problema di tipo sessuale. [00:11:37] Speaker B: Spiegazione chiarissima, fantastica e mi sembra di capire che comunque nel tuo approccio è centrale il rispetto, cioè c'è un rispetto per la persona, per il suo corpo e per la sua intimità. [00:11:49] Speaker A: Esatto. [00:11:50] Speaker B: E senti, invece, come ti immagini il futuro della riabilitazione in quest'area? Cioè, secondo te che cosa potrebbe significare effettivamente renderla, non lo so, meno invasiva, più rispettosa? [00:12:03] Speaker A: Mi aspetto che il futuro dell'arbitrazione pelvica sia un futuro dove si cerca di studiare meglio in che modo vari fattori contestuali influenzano quella che è la terapia e il successo della terapia, quindi anche per esempio l'invasività a determinati interventi, in che modo può andare ad influire su quella che è la soddisfazione del trattamento. Infatti io personalmente cerco, ho cercato durante il mio dottorato di ricerca, di trovare strategie alternative a interventi di tipo invasivo dove per invasivo intendo endocavitari quindi che utilizzano canali vaginali o anali nei pazienti proprio perché magari hanno già un senso di vergogna e di imbarazzo per cui immaginare che durante le varie sedute il fisioterapista avrà un contatto a volte manuale a volte visivo con queste aree può quindi andare ad inficiare quella che è la percezione di soddisfazione ma anche di conforto durante la terapia. L'obiettivo quindi durante il mio dottorato è stato di cercare di trovare strategie non invasive, quindi fare in modo che la persona non debba necessariamente spogliarsi, se non magari per una prima visita indispensabile, ma di cercare quindi di utilizzare per esempio un dispositivo oppressorio non invasivo dove la persona si siede, fa delle contrazioni pelviche e vediamo quindi da un dispositivo come un computer, uno schermo o il cellulare, il feedback ovvero il riscontro visivo della contrazione. [00:13:31] Speaker B: Ora ti ho lasciato parlare, parlerei con te per ore, spero di richiamarti perché credo sia un argomento veramente interessante. Se dovessi lasciare agli ascoltatori un'ultima idea, un concetto che ti va di condividere, quale sarebbe? [00:13:48] Speaker A: Il concetto che mi piacerebbe lasciar passare è che innanzitutto tutti noi abbiamo un pavimento pelvico che lo portiamo in giro, abbiamo dei comportamenti che possono essere più o meno rispettosi rispetto a quell'area funzionale. e che non dovrebbe essere dato per scontato, per cui mi piacerebbe lasciare un messaggio di sensibilizzazione rispetto a quello che è il proprio pavimento pelvico e anche la degnità della propria vita sessuale, perché sostengo che, come anche l'Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce, che è una delle parti essenziali del nostro essere. Diamo ascolto e prendiamoci cura del nostro benessere sia del pavimento pubblico sia di quello sessuale. [00:14:34] Speaker B: Bene Benedetto, ti ringrazio per questa fantastica chiacchierata. [00:14:37] Speaker A: Grazie a te Gianmichel. [00:14:38] Speaker B: Spero di rivederti presto e di parlare di questo tabù. che non dovrà più essere un tabù ovviamente, rifletterò spesso sul pavimento pelvico mio e altrui. Ringrazio tutti gli ascoltatori, vi aspetto nella prossima puntata che parlerà di neuroscienze e neurotecnologie, ritorniamo su un tema affascinante che è il caos delle reti neurali. Se vi intriga tornate ad ascoltarci, alla prossima! Neuroscienze e ricerca, PhD e honneur, è un progetto di NOGMI, Dipartimento di Neuroscienze e Riabilitazione, Optomologia, Genetica e Scienze Materne e Infantili dell'Università di Genova. Produzione, Unige Radio, Voce e Supervisione Scientifica, Gianmichele Villano. Organizzazione, Arianna Pitonzo. Montaggio, Nadia De Nurkis. Progetto grafico, Guzio.

Other Episodes

Episode

May 27, 2026 00:15:44
Episode Cover

Neuroplasticità: il superpotere del cervello tra adattamento e arricchimento ambientale

In questo terzo episodio di PhD On Air entriamo nel cuore pulsante delle neuroscienze insieme a Edoardo Porzano, biologo e dottorando di ricerca. Attraverso...

Listen

Episode 1

May 05, 2026 00:14:04
Episode Cover

Comincia il viaggio: dentro PhD On Air!

Benvenuti a PhD On Air! Neuroscienze in Ricerca: il podcast che racconta la scienza attraverso la voce di chi la vive ogni giorno. Questa...

Listen

Episode

May 19, 2026 00:13:45
Episode Cover

L'invisibile che conta: il declino cognitivo nella Sclerosi Multipla

In questo episodio di PhD On Air, esploriamo una dimensione spesso trascurata ma fondamentale della sclerosi multipla (SM): l'impatto cognitivo. Insieme a Elisa Leveraro,...

Listen